Key Facts:

  • Il contrasto simultaneo è un fenomeno della percezione visiva.
  • Il nostro sistema visivo è costruito con componenti meccaniche, ottiche, chimiche ed elettriche.
  • L’evoluzione del sistema visivo umano non si è concentrata sulla precisione oggettiva, ma sull’utilità.
  • È più utile distinguere un leone nella savana, piuttosto che apprezzare la medesima tonalità di giallo.
  • Questa utilità comporta un relativismo importante nel nostro modo di percepire i colori.
  • Questo relativismo può essere utilizzato a nostro vantaggio nella post-produzione fotografica.

È necessario studiare il sistema visivo?

Lo studio della correzione colore, non mi stancherò mai di ripeterlo, deve essere pratico. Per i più fortunati possiamo accettare anche pratico.

Ci sono una manciata di argomenti che sono necessari, qual è il miglior modo di fare un backup per un fotografo, ad esempio. Il sistema visivo, e la percezione visiva, dovrebbero probabilmente essere studiati per primi. Se c’è un avverbio di incertezza, è perché negli anni ho visto una grande curiosità ed interesse su questo argomento, che portano spesso ad un entusiasmo che può essere fuorviante. Penso che studiare il contrasto simultaneo sia utile e stimolante.

Ho studiato molti dei fenomeni della percezione visiva (crispening, spreading, Bezold-Brücke, Abney, Helmholtz–Kohlrausch, costanza colore, Hunt, Stevens, Helson-Judd, Bartleson-Breneman ed altri), e se pure tutti sono interessanti, solo alcuni sono compatibili con la correzione colore. Il contrasto simultaneo è non solo un ottimo esempio, ma se lo troverai interessante potrebbe essere una buona occasione per dare un’occhiata agli altri, scriverò di tutti.

Difficoltà nello studio della percezione visiva

“Charles Darwin wasn't able to reconcile the evolution of the eye given its complexities and diversity of eye designs,” Professor Collin said.

“So it was a major surprise for us that we have found what appears to be a clear progression from a simple eye to a complex eye, which occurred over a relatively short period (30 million years) in evolutionary history.”

Professor Shaun Collin, from UQ's School of Biomedical Sciences

Quando studiamo il sistema visivo, non studiamo gli occhi, ma occhi e cervello (cercando di semplificare parecchio). Le informazioni raccolte dagli occhi vengono interpretate e manipolate con un uno scopo che è stato rifinito dall’evoluzione della nostra specie.

Il contrasto simultaneo è un fenomeno quantificabile esclusivamente attraverso il confronto

L’importanza dei processi cognitivi nei colori che vediamo, o che pensiamo di vedere, quotidianamente è fondamentale. Ripetiamo che si tratta di fenomeni di percezione visiva. Non stiamo parlando di come misuriamo il colore, perché non ne siamo assolutamente in grado.

New evidence suggests that the human visual system incorporates
a high-level, functionally specialised system for monitoring animals. Such a mechanism may have evolved to direct attention differentially to ancestrally important categories of objects, regardless of their current relevance.

Geraint Rees – Vision: The Evolution of Change Detection

Il contrasto simultaneo

Il fatto che l’effetto post-immagine o contrasto simultaneo sia un fenomeno di tipo psico-fisiologico dovrebbe provare che nessun occhio naturale, nemmeno quello più allenato, è garantito contro l’illusione del colore.

Colui che pretende di vedere i colori indipendentemente dalle loro variazioni illusorie inganna solo se stesso, e nessun altro.

Interazione del Colore, Josef Albers 1963

Il contrasto simultaneo è il fenomeno che si verifica tra colori vicini che si influenzano a vicenda, cambiando la nostra percezione di quei colori (più o meno saturi, più o meno luminosi). Può essere notato sia con colori che con luminosità differenti.

Tutti i rossi sono uguali, e tutti i verdi sono uguali, ma vengono percepiti differenti tra di loro a seconda dei colori che li affiancano.

In ogni caso, e questo è un punto di importanza estrema, si tratta di un fenomeno che è possibile valutare esclusivamente attraverso il confronto.

Elemento vero in tutti i fenomeni percettivi. Non siamo in grado di dire se un oggetto sia freddo o quanto un colore sia saturo. Possiamo solo dire che qualcosa sia più freddo di o un colore più, o meno, saturo di.

Il più rilevante tra i fenomeni di interazione è naturalmente il contrasto cromatico. Il principio ha ricevuto la formulazione classica dal chimico francese Michel Eugéne Chevreul, direttore delle arazzerie Gobelin, il quale descrive il contrasto simultaneo come segue:

“Se si guardano contemporaneamente due aree di chiarezza diversa ma dello stesso colore, o della stessa chiarezza ma di colore diverso, in giustapposizione, cioè l’una confinante con l’altra, l’occhio osserva (purché le aree non siamo troppo grandi) delle modificazioni che nel primo caso influenzano l’intensità del colore e nel secondo la composizione ottica dei due colori giustapposti.” L’effetto del contrasto cromatico, operando in direzione della complementarità fisiologica, serve ad accentuarla quando già esiste, ad esempio nel rapporto tra blu e giallo, o a modificare i colori in direzione di tale complementarità se essi le sono ragionevolmente vicini.Von Allesch compì degli esperimenti con un giallo verdastro e un giallo rossastro con aggiunte di colore così insignificanti che entrambe le tinte se guardate separatamente, sembravano dei gialli puri; avvicinate, per contro, la loro differenza tendeva ad accentuarsi, facendoli apparire distintamente come verdastro l’uno e rossastro l’altro, e presumibilmente producendo quel tipo di cozzo di cui già parlammo definendolo “somiglianza del colore dominante.”

Ma se un terzo giallo di gradazione intermedia veniva inserito tra i due, il contrasto si attenuava e dalla disposizione globale risultava un giallo più unificato. Si possono osservare gli effetti dell’adattamento (eguagliamento) anche quando, per esempio, in un quadro una sola chiazza rosso vivo suscita sottili componenti rosse nei colori che la circondano.

Arte e percezione visiva, Rudolf Arnheim, 1954

Detto questo, dobbiamo stare attenti con una trappola abbastanza comune, l’eccesso di relativismo. Immaginiamo di far vedere una nostra fotografia, corretta da noi, ad una persona che non si occupa di fotografia né di colore.

L’osservatore, perplesso ci dice che il soggetto, una macchina, è troppo saturo. Come dobbiamo agire in relazione a quello che è stato scritto finora?

Innanzitutto si tratta di una opinione, quindi ha un valore. Iniziamo da chi ce l’ha data, un non professionista, importante da notare. A questa persona, però, non abbiamo chiesto un parere su sharpening o contrasto locale (elementi più adatti alla valutazione di un colorist).

A sinistra la versione media, che presenta nuvole più fredde, ed un contrasto simultaneo più evidente. A destra la versione di Doug con delle nuvole più neutre.

Si tratta di un giudizio semplice, su un oggetto, la macchina, che tutti conosciamo e vediamo quotidianamente. Cerchiamo di non nasconderci dietro ad un “io la volevo così”, o “beh ma c’è un effetto di contrasto simultaneo che non conosci”. Una buona correzione del colore non deve esser spiegata.

Per un colorist ogni opinione, ogni parere, è prezioso. Dobbiamo ascoltare, verificare, decidere. Ascoltare cosa ci viene detto e cercare di tradurlo (l’immagine mi sembra eccessiva -> forse il contrasto è troppo?), verificarlo attraverso i nostri strumenti di misurazione e correggere lo scatto se necessario.

Questo diventa necessario, vitale, soprattutto quando parliamo con un cliente fotografo.

The appearance of a colour can be greatly affected by the presence of other colours around it; this is termed simultaneous contrast (or chromatic induction). Simultaneous contrast can result in large changes in the appearance of colours in items such as woven fabrics and tapestries. The French chemist Michel Eugene Chevreul, as director of Gobelin, the famous carpet manufacturer, was one of the first to investigate the phenomenon; in 1839 he introduced his law: ‘two adjacent colours, when seen by the eye, will appear as dissimilar as possible’ (Chevreul, 1839).

In Figure 14.3 the effect of simultaneous contrast on lightness is demonstrated. It is well known that a dark surround makes a colour look lighter, and a light surround makes it look darker. But it is also true that a dark surround lowers apparent contrast, and this is evident in the right-hand part of the figure. This contrast-lowering effect occurs quite strongly when pictures are projected in cinemas, and has to be countered by increasing the contrast of the picture being projected.

R. W. G. Hunt – Measuring Color

Un esempio pratico

Il contrasto simultaneo, insomma, è un fenomeno di percezione visiva. Il termine percezione ci suggerisce l’inganno. Perché di inganno si tratta. Il corpo umano, sistema visivo compreso, si è sviluppato in migliaia di anni per percepire le differenze, anche quando queste diventano minime (il sistema visivo riesce ancora a distinguere i colori in una stanza illuminata con una sola luce colorata, dove un sensore digitale invece fallisce). Il modo in cui il sistema visivo riesce in questa impresa è attraverso l’introduzione, nei confronti noi stessi, di una soggettività. Ma facciamo un passo in avanti. Come insegnante penso che il modo migliore per insegnare un fenomeno percettivo sia quello di dimostrarne l’effetto senza possibilità di dubbi. Il web è già pieno di rettangoli colorati, circondati da colori differenti, posto un video qui sotto, ma c’è qualcosa di ancora più efficace.

Il miglior esempio, che ho incontrato, è nel libro “Interazione del colore” di Joseph Albers, e segue le osservazioni di John Locke della fine del 1600 sul contrasto. L’autore suggerisce ai suoi studenti di prendere tre bacinelle d’acqua, riempire quella di destra con acqua fredda, quella di sinistra con acqua calda e quella centrale con metà fredda e metà calda, chiamiamola tiepida. Immergiamo la mano destra nella bacinella destra, e la sinistra nella sinistra. A questo punto la mano destra percepirà freddo, e la sinistra percepirà caldo. Bene, togliamo le mani dalle due bacinelle alle estremità e le immergiamo contemporaneamente nella bacinella centrale, quella con l’acqua tiepida.

Ecco, quello che si prova in quell’istante è esattamente il contrasto simultaneo. La mano che avevamo nell’acqua fredda percepisce caldo (ma è più corretto dire più caldo), ma la mano che era nell’acqua calda percepirà una temperatura più fredda. In realtà l’acqua è la stessa per tutte e due le mani. Ma noi siamo assolutamente sicuri che sia calda e fredda allo stesso tempo. Con il colore succede la stessa cosa, un’area di un certo colore quando viene messa in relazione con un colore differenti verrà percepita soggettivamente.

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