In sintesi:

  • Un’analisi preliminare del bilanciamento del bianco è obbligatoria in tutte le fotografie.
  • È possibile lavorare su uno scatto che non richieda il bilanciamento del bianco.
  • È possibile che non esista un bilanciamento del bianco esatto, ma che uno o più colori possano trovarsi in un range di correttezza.
  • A livello operativo, se stiamo lavorando su uno scatto che ha un’illuminazione omogenea, e non critica, impostare il bilanciamento del bianco è un’operazione facile, e l’ambiente più semplice è un software di sviluppo RAW (come Lightroom o Capture One).
  • Se stiamo lavorando su uno scatto con illuminazione eterogenea, con illuminanti differenti con temperature differenti, o se l’illuminazione è critica (foto subacquea, low-light), impostare il bilanciamento del bianco sarà difficile, e l’unico ambiente che ci garantisce in ogni occasione di arrivare al successo è un software raster (come Photoshop o Affinity Photo).
  • Il bilanciamento del bianco assume un ruolo critico e delicato soprattutto quando lavoriamo su un set di scatti che saranno mostrati insieme.
  • È possibile, talvolta, in alcune immagini, portare il bilanciamento del bianco verso range di valori non corretti per migliorare ulteriormente la percezione di uno scatto (miglioramento della variazione cromatica).

Il bilanciamento del bianco è un’operazione necessaria. Ma cerchiamo di capire subito perché, quali sono i casi più importanti, utilizzando cinque esempi, e la tecnica del confronto. Una fotografia è una rappresentazione tecnica di una scena illuminata in qualche modo. L’illuminante, che potrebbe essere il sole, una lampada, il nostro flash, ha un impatto determinante sulla componente cromatica della nostra foto. In tanti modelli di reflex, soprattutto per il mercato “consumer” e “prosumer” ci sono dei valori di riferimento determinati per diversi illuminanti, simili, a quelli questa scheda:

Sorgente Temperatura di colore (K)
Candela 1800
Lampada al tungsteno da 60watt 2800
Lampada al tungsteno da 100watt 2900
Lampada fotografica da 250watt 3200
Lampada da studio fotografico tipo flood da 250watt 3400
Flash a bulbo (non filtrato) 4000
Luce diretta del sole 4500
Luce diurna in senso fotografico (sole più cielo) 5500
Flash elettronico 6000
Luce del cielo coperto 8000
Luce del cielo a nord 15000

Da: “Fondamenti di fotografia” di Leslie Stroebel John Compton Ira Current Richard Zakia

Ora possiamo dire con certezza che i colori che vediamo in una foto non solo sono relativi, ma anche che non dipendono (esclusivamente) dal sensore, dalla lente, dall’esposizione, ma dalla qualità della luce che illuminava la nostra scena.

Il problema è che questo sbilanciamento cromatico spesso non siamo in grado di percepirlo, perché il nostro sistema visivo compensa queste differenze. Questo purtroppo ha un effetto negativo sullo studio del bilanciamento del bianco tra chi si avvicina alla fotografia, o all’immagine digitale. È molto facile dedurre che una foto è sottoesposta, o sfocata, ma ho visto negli anni una grande difficoltà a percepire dominanti anche importanti.

Dobbiamo anche precisare che è comprensibile per un fotografo accettare la possibilità che l’esposizione, una sua responsabilità, possa essere sbagliata. Ma da quando il RAW si è diffuso ed è diventato il principale formato di cattura, è venuto a mancare un elemento, non è più possibile sbagliare in fase di cattura il bilanciamento del bianco, perché il bilanciamento cromatico è stato delegato alla post-produzione. E questo lascia ancora oggi l’illusione che una fotografia digitale non debba essere bilanciata, perché riporta già i “colori veri”.

Una fotografia che richiede una semplice correzione bilanciamento del bianco. Un’analisi del file mostra che la strada è leggermente verde. Non possiamo avere certezza che l’asfalto in questa zona dell’Irlanda sia necessariamente grigio, ma possiamo trovare la medesima quantità di verde anche nelle nuvole, quindi possiamo dire con certezza che esiste una dominante verde che deve essere rimossa. A destra la versione media realizzata con le versioni dei colorist del Workshop Online.

Bilanciare il bianco è, inoltre, un termine fuorviante, e non è nemmeno l’unico, talvolta possiamo trovare dei sinonimi come bilanciamento cromatico, bilanciamento dei grigi o dei neutri, bilanciamento della luce. A livello filologico, se ci pensiamo, non è nemmeno consigliabile bilanciare un bianco, Lightroom stesso ci avvisa di scegliere un’area più scura, se proviamo ad usare il selettore di bilanciamento del bianco, su un bianco. Giustamente, la possibilità che quelli siano dei punti sovraesposti, e quindi con valori massimi ed uguali, è reale.

L’analisi del bilanciamento del bianco

Nella mia carriera è certamente capitato che immagini non richiedessero di essere bilanciate. Ma, in ogni singolo caso, è una cosa che ho saputo successivamente aver letto i valori numerici della componente cromatica, mai data per scontato in partenza. Ogni volta, ed è un esercizio di disciplina, è richiesto di verificare la cromaticità di una fotografia approfonditamente per quanto il tempo ci permette.

Uno scatto in cui non è necessario bilanciare il bianco. A sinistra la versione Originale, a destra la Versione Media, realizzata da tutte le correzioni realizzate dagli studenti del Workshop Online.

Una volta fatta questa valutazione ci ritroveremo in uno di questi casi:

  • Lo scatto non necessita di intervento (sul bilanciamento del bianco)
  • Lo scatto necessita di un intervento rapido
  • Il bilanciamento del bianco non è un valore più o meno preciso, ma uno o più colori possono trovarsi in un range di correttezza (come una foto al tramonto che presenterà colori giustamente più caldi, o in altre condizioni particolari)
  • Lo scatto necessita di un bilanciamento complesso, come nel caso di illuminanti (e di conseguenza dominanti) molteplici

Cerchiamo di capire a come si arriva a queste conclusioni. Iniziamo una rapida analisi della scena, per capire quante e quali sono le fonti di illuminazione. Se la luce è unica (il sole o una lampada all’interno) possiamo già escludere l’ultimo caso, il più complesso. Se l’illuminante è unico possiamo cercare un elemento neutro, può essere qualsiasi cosa che siamo sicuri sia grigia, o che abbia un colore a noi noto. Se esiste un elemento neutro allora possiamo utilizzare uno degli strumenti di bilanciamento del bianco in un software di sviluppo RAW, in quel punto, per bilanciare lo scatto. Se invece non esiste alcun elemento neutro, dobbiamo provare a cercare colori noti (incarnato, vegetazione), misurarli, e correggere lo scatto manualmente.

In molti casi, però, le condizioni di scatto avvengono in momenti specifici, come ad esempio il tramonto, o in condizioni atmosferiche particolari, come pioggia. In tutti questi casi non possiamo usare lo strumento di bilanciamento del bianco, perché non è il caso di neutralizzare la scena, che è, nel caso ad esempio di un tramonto, oggettivamente e giustamente colorata. Il problema, però, da qui in poi diventa quanto, quanto deve essere colorata? La risposta corretta a questa domanda viene sempre con l’esperienza, anche se soprattutto agli inizi cercare di essere “conservativi” (cioè intervenire su uno scatto con delicatezza, senza cercare di strafare) può essere la strada migliore per imparare.

Sbagliare il bilanciamento del bianco

A differenza di altri elementi, come ad esempio il contrasto sbagliare il bilanciamento del bianco è un errore assoluto, non relativo. È un errore che viene ignorato all’inizio della correzione colore, e che quindi potrà solo peggiorare. Pensiamo ad esempio ad una dominante non rimossa, aumentando la saturazione potrà solo peggiorare.

Una dominante è un colore estraneo in competizione con i colori dei soggetti nel nostro scatto, ma ad un’attenta analisi professionale, il problema più grave di un bilanciamento di un bianco fallito è evidente quando, invece di uno scatto, ne consideriamo una serie. Se stiamo lavorando su un progetto fotografico, o su un catalogo, o una mostra, se insomma i nostri scatti verranno mostrati insieme, allora il bilanciamento del bianco sarà un elemento critico.

Ho cercato in archivio uno scatto che presentasse un caso di bilanciamento del bianco errato, ma di pochissimo. Nello scatto a sinistra l’originale, lo scatto risulta cromaticamente bilanciato, ma di difficile valutazione perché primo piano e sfondo sono in condizioni di illuminazione differente. Nello scatto di destra una versione che, anche prima di leggere i valori, ci appare errata ed esteticamente non piacevole. Se leggiamo i valori, però ci rendiamo conto che sono fuori dai range di poco, le pietre delle case sono al limite grigie, non blu, ma dovrebbero essere leggermente calde. Il difetto più grande è certamente la saturazione dei verdi che sono sullo sfondo, del colore, luminosità e saturazione errati, anche se illuminati direttamente dal sole.

Nel caso in cui la scena che abbiamo ripreso compare ripetutamente, con differenti elementi neutrali, anche un osservatore che non si è mai interessato di fotografia vedrà il problema. Esattamente come ti sarà successo vedendo tanti televisori accesi sullo stesso canale in un centro commerciale. Tutte diverse tra loro. Lavorare su set di immagini richiede qualche passo aggiuntivo. Non solo dobbiamo essere molto attenti a definire con precisione i colori in senso assoluto, ma anche relativamente tra loro. È consigliato, in questi casi, prendere nota dei riferimenti nei colori più importanti e fare in modo che siano almeno simili tra di loro tra i vari scatti. Questo è un procedimento alla base di una delle operazioni più complesse nella correzione colore, il controllo della qualità.

Doppia dominante

Lo strumento di bilanciamento del bianco in un software di post-produzione RAW è semplice ed immediato. C’è però una serie di immagini sulla quale risulta completamente inefficace, se non addirittura dannoso e frustrante. Se, come nell’immagine che segue, sono presenti due o più fonti luminose eterogenee, siamo costretti ad utilizzare Photoshop, dove non esiste uno strumento dedicato per questa operazione. Dobbiamo quindi separare geograficamente l’immagine per poter applicare due differenti set di curve cercando ripristinare una cromaticità accettabile in tutte le aree. In questo caso, ad esempio, abbiamo una scena illuminata dalle luci interne della cucina, addizionate alla luce del sole attraverso la finestra sullo sfondo.

In questa immagine possiamo valutare come, in una situazione con illuminazione eterogenea, bilanciare un unica fonte luminosa sia insufficiente. A sinistra un colorist ha bilanciato la luce esterna, lasciando il primo piano ancora più giallo che nell’originale. A destra, un altro colorist ha scelto di bilanciare solo la luce interna, lasciando l’esterno, e lo sfondo molto più blu di come dovrebbe apparire.

Facendo un’analisi dei riferimenti cromatici dello scatto originale possiamo vedere che la vegetazione fuori dalla finestra è carente di giallo. Ma al tempo stesso aggiungere giallo globalmente sarebbe una pessima idea, visto che tutto l’acciaio in primo piano ha una componente gialla indesiderabile.

La differenza tra i due illuminanti ci costringe ad intervenire in modo settoriale. Ho scelto questo scatto come esempio perché la zona è ben delineata, ma è anche di una importanza relativa, quindi non siamo costretti ad utilizzare Photoshop, e possiamo continuare un intervento in RAW con i selettori cromatici.

Forzare il bilanciamento

L’analisi della componente cromatica di un file originale è sempre obbligatoria. Ma non lo è altrettanto rispettare la neutralità di uno scatto, se questo torna a nostro vantaggio. Nello scatto successivo, ad esempio, l’analisi preliminare delle componenti cromatiche della parte bianca della pelliccia della tigre, ci dicono che c’è del verde e del giallo. Una piccola parte di giallo è assolutamente corretta in un animale che vive in libertà. Il verde deve essere invece rimosso. Nello scatto a sinistra, però, preferisco mostrarti la versione media, non originale, che ha dei colori corretti. Ma è possibile fare una considerazione, questa volta soggettiva, addizionale.

Possiamo eliminare quella componente gialla ed aggiungere una infinitesimale parte di blu, per aumentare la variazione cromatica ed il contrasto simultaneo, con l’effetto risaltare i colori caldi della tigre.

Un esempio di come, talvolta, spostare leggermente il baricentro del bilanciamento del bianco verso colori non corretti possa migliorare lo scatto. A sinistra la versione media realizzata dai colorist del Workshop Online, a destra un’interpretazione di Steve Jordan, con una modesta parte della pelliccia bianca leggermente blu.

Conclusioni

Il bilanciamento del bianco è uno step comune a tutti gli scatti, spesso uno dei più semplici, e proprio per questo incompreso, trascurato, ed uno degli errori più gravi che si possono fare in una correzione.