Key Facts:

  • Una nuova funzione è stata inserita in Adobe Lightroom Classic CC e Camera RAW, permette di sottrarre una parte delle regolazioni locali effettuate in base alle necessità dell’utente.
  • Queste sottrazioni possono essere definite in base alla luminosità, o al colore.
  • Forte similitudine con l’accoppiata Livello di Regolazione e successivo Fondi-se.
  • Entrambi gli approcci hanno pregi e difetti.
  • Per la prima volta in Lightroom e Camera RAW abbiamo una logica a “livelli” (come in Photoshop).

Gli ultimi aggiornamenti da Adobe

Come sempre l’aggiornamento di Photoshop porta delusioni e un po’ di rabbia. Ci era stato detto che le subscriptions avrebbero portato miglioramenti continui, non “point releases”. E invece ci ritroviamo al solito con la nuova installazione che sostituisce la vecchia. I soliti problemi di UX/UI che restano.

Non ci sono miglioramenti per i flussi di lavoro relativi alla correzione del colore, se proprio ci vogliamo impegnare è cambiato l’algoritmo di ridimensionamento dell’immagine e di sostituzione in base al contenuto (ma dovrebbero essere provati prima di dire che siano effettivamente migliori).

Lightroom, da qui in poi rinominato “Adobe Lightroom Classic CC” ha i soliti aggiornamenti profili lente e fotocamere che vengono dal nuovo ACR10, ma ha una nuova funzione, che rappresenta una rivoluzione significativa.

Differenze concettuali tra Camera RAW e Photoshop

Quando lavoriamo con Camera RAW (e ricordiamoci che possiamo essere in Lightroom, in Camera RAW, o in un filtro di Photoshop) abbiamo a che fare con una serie di regolazioni onnipresenti che possiamo modificare quando vogliamo. Molti workflow consigliano di iniziare da un punto e seguire un filo logico, per permettere di iterare il proprio lavoro, non è una questione qualitativa. Se regolo l’esposizione, e successivamente il contrasto, o il contrario, il risultato è il medesimo.

In Photoshop la questione è molto più complicata. Ci sono una marea di modifiche che non si possono rifare, né sottrarre. Per recuperare a queste “limitazioni” Adobe negli anni ha sviluppato un sistema di meccanismi molto complesso, livelli, livelli di regolazione, maschere, oggetti avanzati, storia, che permette ad un utente di (se desidera) recuperare in qualsiasi momento (a seconda delle impostazioni) uno stato del file. O di modificare (con delle limitazioni) una regolazione.

Questo è anche il motivo per cui esistono migliaia di flussi di lavoro per Camera RAW e Lightroom, ma è molto molto complesso farne uno completo per Photoshop, perché le variabili, e le variazioni, sono talmente tante da richiedere un professionista che valuti quello che sta succedendo, continuamente.

A mio avviso lo strumento più importante ed utile degli ultimi dieci anni.

Qual è il vero vantaggio operativo di lavorare in Photoshop rispetto a Camera RAW? Photoshop ci permette di imporre una trasformazione estrema, e di aggiungere e sottrarre quello che vogliamo, quanto vogliamo, quando vogliamo, con relativa semplicità. Camera RAW non ha livelli, non ha maschere, non ha opacità. Per questo Adobe negli anni ha inserito le regolazioni locali. Pennelli, gradienti e radiali che possano permettere interventi solo in una regione della fotografia. Ma questo era restato, fino ad oggi, un palliativo, proprio per l’incapacità di sottrazione che in Camera RAW costringeva, spesso, ad aprire Photoshop.

Perché è così importante poter sottrarre? Perché in mancanza di una funzione che possa ridurre saremo costretti a “spennellare” o applicare una regolazione locale con grande precisione. E questo vuol dire spesso una grande perdita di tempo.

Il Range Mask: analisi

Con questo aggiornamento siamo in grado di sottrarre (non credo sia corretto utilizzare il termine “mascherare”, anche se è nel nome) una parte di una regolazione locale. Il modo migliore di valutare questo strumento è utilizzarlo.

Il Range Mask è disponibile per i Pennelli di Regolazione, e per i Filtri Graduati e Radiali.

Nella versione italiana si chiama “maschera intervallo”, ma non la chiameremo così nemmeno sotto tortura.

La scelta di Adobe è stata di vincolare l’utente ad operare una sottrazione in base alla luminosità oppure al colore. Non deve essere stata una decisione semplice, e potrebbe essere legata ad un limite operativo dello sviluppo interno RAW.

Come nel Fondi-se quando si parla di luminosità e colore si parla di valori nel “livello inferiore” quindi in questo caso dei valori di luminosità e cromatici che lo scatto ha prima della regolazione locale. Osserviamo le differenze nei due metodi.

Range Mask: Luminosità

Quando scegliamo di usare la luminosità per la nostra sottrazione ci troviamo a poter utilizzare due slider differenti: Intervallo ed Uniformità.

lightroom raw range mask luminosità

Intervallo funziona quasi esattamente come uno slider di Fondi-se, permette di contenere un range di valori dove la regolazione locale che abbiamo già eseguito verrà mantenuta, ed escluderne altri dove verrà sottratta. Le differenze, forse non minime, riguardano l’impossibilità di invertire gli slider, ed il fatto che l’intervallo deve essere almeno di cinque punti.

Uniformità (smoothness) permette di regolare la transizione tra le zone dove la regolazione è applicata, e quelle dove sta venendo sottratta.

Range Mask: Colore

Se abbiamo necessità di sottrarre utilizzando il colore abbiamo un unico slider, ma prima di usarlo dobbiamo specificare quale colore sotto la nostra nuova regolazione locale dovrà essere usato per la sottrazione.

lightroom raw range mask e sottrazione in colore

Possiamo selezionare il colore in tre modi. Un click sceglie un colore singolo. Un clic tenendo premuto Shift aggiunge un colore a quelli già scelti. Cliccare, trascinare per creare un’area e rilasciare permette di selezionare un intero range di colori.

Attenzione: Camera RAW addiziona questi tre metodi. Quindi è possibile usare un click e due range, e così via. Il limite è di cinque scelte contemporanee.

Una volta specificato il colore, o il range di colori possiamo, modificando lo slider dell’uniformità contrarre o espandere il range cromatico che sarà di riferimento per la sottrazione.

Cosa rappresenta Range Mask per un colorist

La mia opinione è che ci troviamo su una cuspide importante. Non è possibile fare una valutazione su come si muoverà Adobe, ed in ogni caso ci vorranno anni. Ma già in questo momento la palette di interventi che questo strumento ci permette è ampia.

Personalmente non ho mai considerato le regolazioni locali in Camera RAW o Lightroom, perché le ho sempre trovate primitive, un passo indietro se paragonate all’operatività in Photoshop. Ma ora il discorso è molto differente e per capirlo dobbiamo solo immaginare come potrebbe cambiare il flusso di lavoro.

animazione lightroom raw range mask

Iniziamo il nostro lavoro in Lightroom, ed applichiamo le nostre regolazioni. Quando ci troviamo di fronte alla necessità di realizzare una regolazione impossibile in Lightroom, possiamo aprire Photoshop. Ma ora è possibile creare un secondo pseudo-livello di regolazione in Photoshop che possiamo delineare con una precisione chirurgica. Ma che rispetto al risultato simile in Photoshop ha una grande, fondamentale, differenza.

Il Fondi-se in Photoshop resta uno strumento più completo, anche se dimenticato. Ma su cosa interviene? Su un livello, su un livello di regolazione, quindi la sottrazione viene applicata su un effetto, o su una variazione.

In Camera RAW una volta creato uno pseudo-livello abbiamo la possibilità di intervenire, con gli strumenti di sviluppo RAW, su esposizione, bilanciamento del bianco, chiarezza, riduzione del rumore, o del moire. E sulle infinite combinazioni di questi parametri.

E questo è anche il motivo per cui sarà sufficiente un solo Range Mask nella maggioranza delle immagini.

Da qui in poi abbiamo uno strumento efficace per risolvere una doppia dominante direttamente in RAW.

Nonostante le limitazioni del Range Mask, ed un’implementazione incompleta, si tratta di un cambiamento pazzesco!

Limitazioni del Range Mask

A livello operativo avere due opzioni con set di slider diversi è comprensibile ma non desiderabile.

In Lightroom se scegliamo Colore abbiamo un picker, ed un messaggio di aiuto per spiegare come funziona ed a cosa serve uno slider molto semplice.

Se scegliamo luminosità non c’è nessun aiuto, e soprattutto il primo slider non è affatto semplice da utilizzare per un neofita, e chi non ha mai utilizzato Fondi-Se.

L’interfaccia grafica sviluppata per proporre a fotografi ed utenti un flusso di lavoro semplice ed a blocchi, risulta ora inadatta. Ed operare con più regolazioni locali risulta in una pessima esperienza utente.

Infine un problema da non sottovalutare. Immaginiamo di aver usato lo strumento ed operato una sottrazione in modalità Colore. A questo punto passiamo da Colore a Luminosità, non succede nulla, le modifiche e la sottrazione che abbiamo applicato sono ancora lì, visibili. E resteranno tali finché non cambieremo gli slider di Luminosità. Questa è una scelta inutile e dannosa per tutti.

Photoshop ed il futuro

Perché si continua ad utilizzare e studiare Photoshop? Perché altri strumenti, come Lightroom, sono incompleti. Se un professionista potesse avere un flusso di lavoro completo in Lightroom gli consiglieremmo di studiare anche Photoshop?

Assolutamente no, è la mia risposta. Ben venga studiare per passione, ma nel lavoro funziona in un altro modo. Basta chiedere, anche a chi lavora in questo campo, a cosa serve il confronto. Da anni valuto se iniziare a consigliare ai miei studenti di dedicarsi allo studio di Lightroom, e se, e solo se, approcciare Photoshop solo per passione o se si hanno delle esigenze specifiche (CMYK, web e così via).

Per la prima volta vedo un Lightroom che nonostante i limiti potrebbe essere una piattaforma completa per il 90% dei professionisti e dei colorist che li supportano.

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