Il futuro di Photoshop

by Daniele Di Stanio on 23 January

web-application Abbiamo visto nei giorni scorsi quanto le cose in questo settore cambino in fretta. Molto in fretta. In un mondo dove sono frequenti le innovazioni che possono rivoluzionare completamente tanti aspetti, come il mercato, la distribuzione, il modo di far interagire l’utente con il software, cercare di fare previsioni potrebbe essere una perdita di tempo. Ma noi prendiamo lo stesso l’occasione per dare un’occhiata ad un trend interessante. Quello di spostare le applicazioni dal desktop a internet. Parleremo prossimamente delle applicazioni web, per il momento ci basta dire che sono programmi veri e propri che però non dobbiamo installare sul nostro disco fisso. Questi programmi hanno un’interfaccia grafica vera e propria, solo che viene caricata all’interno del browser (firefox, safari, chrome, opera, explorer ecc…). Ci sono tantissime applicazioni molto interessanti, a volte sono semplicemente dei siti, a volte hanno addirittura un’interfaccia che si può modificare. Ma facciamo qualche esempio, un’applicazione molto interessante e semplicissima Smushit!. Quanti web designer ottimizzano le proprie immagini secondo voi? Per ottimizzazione si intende la riduzione delle dimensioni dei file grafici per permettere una navigazione più veloce. Ne parleremo nel dettaglio, per il momento, come curiosità, ho provato ad usare il logo di Google e Smushit permetterebbe di ridurre la dimensione in kB del 7,72%, il risparmio è minimo, in realtà, dato che l’immagine la scarichiamo una volta e poi il nostro pc la conserva in cache. Provate ad utilizzare questo servizio, l’immagine passa per il server di Smushit! e poi si può scaricare (addirittura in formato zip, anche per più immagini alla volta). Questo è proprio l’esempio di una applicazione web, semplice, non si installa e ci permette di modificare dei dati. Tutti i calcoli del caso vengono operati dai server di Smushit!.

Ma cominciamo a chiederci, perché una società dovrebbe decidere di usare il proprio server (un computer, o sistema di computer, che ha un costo elevatissimo per un’azienda) invece di usare quello degli utenti? Facile, se l’utente può usare il suo pc senza problemi o limiti, per usare quello della società deve chiedere il permesso, cioè deve fare un login. Deve quindi registrarsi presso il sito della società, e pagare, in caso il servizio a pagamento. Mentre il fenomeno della pirateria permette una diffusione capillare del software pirata addirittura a casa degli utenti (con il peer to peer), l’utilizzo di web application taglia completamente fuori chi non è registrato. Questo potrebbe anche permettere anche di avere un incremento dell’utenza ed un abbassamento dei prezzi dei software. Inoltre sviluppare una web application vuol dire non essere più costretti a scrivere un software per questo o quel sistema operativo, nessuna ottimizzazione per l’hardware.

Le web application sono il futuro di tutti i software? Certamente no! Ci sono dei limiti oggettivi che non si possono risolvere nel breve o medio periodo. Le applicazioni che si occupano di editing video, ad esempio, necessiterebbero di una connessione internet tra noi ed il server della società con prestazioni migliori della fibra ottica. Per il momento niente Premiere Pro online quindi. Se consideriamo il Web Design, invece, bé qui i dati sono minimi, la cosa potrebbe essere molto interessante, ma ancora hanno la meglio i vantaggi di avere i nostri dati sui nostri pc, editare diverse forme di media da casa, magari offline. Dove si posiziona Photoshop in questo senso? Temo in senso trasversale, nel senso che Photoshop può essere utilizzato in tanti modi. Alcuni sono compatibili con il sistema applicativo web. Altri decisamente no. Abbiamo detto che è preferibile modificare le immagini per il web affinché occupino lo spazio minore. Non essendo richiesta una connessione veloce potrebbe essere interessante una versione online di Photoshop. E se vi dicessi che esiste già?

Photoshop.com è un sito in Flash abbastanza curioso. Il servizio di base, nato come Photoshop Express, è quello di offrire uno spazio a disposizione per le nostre fotografie, come Flickr, Picasa o Photobucket. E’ un servizio gratuito, con una versione ottimizzata per i cellulari che supportano Flash (niente iPhone). E’ possibile condividere alcune foto solo con la propria famiglia, gli amici o chiunque. Addirittura si può accedere ai propri account Flickr ed altri, Facebook compreso. E’ disponibile anche un’applicazione Air per l’upload semplificato delle nostre foto verso l’account. Ma il suo punto di forza sono gli strumenti di editing direttamente online, rotazione, crop, correzione tonale, bianconero ed alcuni filtri. Cero sono strumenti base, ma è un inizio. Purtroppo a rovinare la festa ad Adobe ci sono le innovazioni di cui si parlava ieri, l’alta qualità e, in generale, immagini molto grandi, che non permettono una facile implementazione di Photoshop come applicazione esclusivamente web. Adobe potrebbe, però, pensare ad una versione online con estensioni da installare localmente.

Se penso a come potrebbe essere il futuro di Photoshop vedo un panorama complicato, ed a tratti confuso (perchè io non conosco tante tecnologie di cui Adobe ancora non ha rilasciato notizie). Alcuni segni, però, sono evidenti. La sempre maggiore integrazione di Flash all’interno della struttura di cui Photoshop è composto, ora l’interfaccia grafica, domani magari il motore stesso del programma. L’innovazione di Pixel Bender (una tecnologia comune per la Suite per l’editing di immagini e video che supporta ) va proprio in questo senso. Per il momento godiamoci questa versione di Photoshop, anche perché è appena uscita!

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