Cosa è Photoshop

by Daniele Di Stanio on 19 January

I logo di Adobe Photoshop CS4Photoshop è un software per la gestione e l’editing di grafica raster prodotto e commercializzato da Adobe Systems. Adobe Photoshop CS4 (undicesima versione) è il più popolare, e certamente anche il migliore, programma della sua categoria. Disponibile in due versioni, Standard ed Extended (la seconda rivolta a chi necessita di utilizzare il 3d ed altri strumenti, vedi il confronto fra le versioni). Tradotto in oltre venti lingue, italiano compreso, è commercializzato dal 1990. Nonostante siano stati realizzate diverse alternative (anche valide e gratuite come GIMP), Photoshop resta senza pari nel suo settore, secondo me, perché è il più completo. L’impegno costante di Adobe, la quantità enorme di strumenti, opzioni, formati supportati e metodi di costruzione ed editing dell’immagine lo hanno reso in questi venti anni (un tempo eccezionalmente lungo per l’informatica) lo strumento di riferimento per professionisti ed appassionati. Nonostante sia stato sviluppato come editor per la grafica raster i continui upgrade hanno permesso la compatibilità con file 3d, immagini medicali, vettoriali e video. Photoshop ha un’eccellente integrazione con gli altri software della Creative Suite (in particolare Dreamweaver, Flash e Illustrator), ed è solitamente il software che consiglio di studiare per primo a chi vuole diventare grafico, creativo o un professionisti del web, della stampa o della fotografia.

Nel 2009 Photoshop compie 20 anni!!!

Ma cosa ha reso Photoshop il programma più utilizzato della sua categoria? Di sicuro è stato un software precursore dei tempi, in particolare ha offerto strumenti di editing quando la fotografia digitale non aveva ancora sostituito la pellicola e produceva risultati qualitativamente scadenti. La concorrenza è stata abbastanza scostante, Corel ha raggiunto ottimi livelli (ma tante società hanno avuto strategie deboli o confuse), producendo invece un ottimo software rivolto verso la pittura digitale come Painter X che, in quel campo, non teme rivali. La grande quantità di strumenti, l’attenzione per dettagli, che contano molto nella vita e nel lavoro di tutti i giorni, come la programmazione delle scorciatoie da tastiera e l’integrazione nella Creative Suite sono stati i fattori determinanti per la sua diffusione così capillare.

Una cosa singolare che ho notato durante le lezioni di introduzione a Photoshop è come in molti, anche non avendo mai utilizzato questo programma, avessero un’idea di cosa fosse la bacchetta magica (uno strumento per la selezione di una porzione dell’immagine). Questo è il segno del grande impatto, anche mediatico, di Photoshop, un programma estremamente diffuso dalla pirateria. Adobe stessa ha aggiunto spesso nuove funzioni che sembravano più rivolte a stupire il pubblico che ad essere utili nel lavoro quotidiano, come “scalare in base al contenuto” nella CS4.

Ma cosa si può fare con Photoshop? Nella grafica raster un’immagine è composta di pixel. Un file è un elenco di LxA pixel (lunghezza per altezza dell’immagine). Ogni pixel ha un colore. Con i programmi di editing possiamo modificare questo colore. Ma il vero vantaggio è quando riusciamo ad intervenire su “famiglie” di pixel (ad esempio tutti i pixel di un certo colore, o tutti i pixel che in una fotografia compongono un oggetto). Le modifiche più comuni sono:

  • su tutta l’immagine
  • su tutti i pixel di una selezione (l’utente definisce un rettangolo, una forma geometrica o tutti i pixel di un certo colore)
  • tramite uno strumento (solitamente una circonferenza più o meno grande che sostituisce il cursore del mouse) che può schiarire/scurire o colorare.

Possiamo, dopo aver scelto “dove” intervenire, schiarire, scurire, aumentare il contrasto, la saturazione, modificare i colori scegliendo sempre l’intensità di queste modifiche. Il vantaggio maggiore per chi si avvicina a Photoshop sono i livelli. In Photoshop infatti un’immagine può non essere un quadro, dove ogni pennellata rischia di rovinare le zone adiacenti. Immaginiamo invece di avere tanti fogli di plastica trasparenti uno sopra l’altro, su ogni foglio posso posizionare una porzione di immagine. In questo modo l’immagine risultante sarà sempre la stessa, ma noi potremo intervenire su ogni foglio (un livello) senza modificare gli altri. Di pari importanza le maschere ed i livelli di regolazione, con questi strumenti possiamo applicare alcune trasformazioni su porzioni dell’immagine e ridefinire in futuro quali siano queste porzioni, o eliminare del tutto la trasformazione come se non fosse mai stata inserita. Questo a patto di usare il formato nativo di Photoshop, il PSD (PhotoShop Document). A questo punto però è necessario uno studio vero e proprio non solo del programma e dei suoi strumenti, ma anche dei metodi e dei processi per utilizzarlo correttamente.

I veri vantaggi sono infatti per gli utenti più smaliziati, l’utilizzo combinato di pennelli e gradienti nelle maschere per le trasformazioni, l’uso della storia (l’elenco delle modifiche eseguite), la gestione estremamante precisa del colore, tramite profili e soft-proof, e gli spazi e metodi colore (in particolare LAB) la grande flessibilità dello strumento curve. E ancora strumenti più o meno esotici (ma estremamente utili quando usati) come fluidifica, fuoco prospettico, correzione lenti e la possibilità di programmare le proprie azioni creando azioni e droplet. In particolare, la cosa che mi ha sempre stupito di Photoshop è la semplicità con cui si possono inventare dei mini processi (workflow) per fare quello che vogliamo fare. In particolare combinazioni di strategie ed azioni per ottenere un risultato, e questo è segno della cura che i progettisti hanno impiegato nello sviluppare quanti più strumenti potessero esserci utili.

Di sicuro ci sarebbe ancora molto da dire, ma questo vuole solo essere un articolo introduttivo per chi ha sentito parlare di Photoshop ma non lo ha mai utilizzato. Se avete trovato questo software interessante sul sito di Adobe è possibile scaricare la versione di prova gratuita per 30 giorni (richiede la registrazione ed un download abbastanza lungo).

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