Applied Color Theory in Photoshop – Dan Margulis
- 26, 27 e 28 maggio 2009 – 32 ore circa
- 8 partecipanti – Villa Pieve Corciano (PG)
- Contatti: email – danmargulis.it
- 26, 27 e 28 maggio 2009 – 32 ore circa
- 8 partecipanti – Villa Pieve Corciano (PG)
- Contatti: email – danmargulis.it
Questa è una di quelle notizie che aspettavo da anni. Quando ci avviciniamo a Photoshop e ci si rende conto del suo potenziale (e dei propri limiti) si comincia ad avere una certa sete di conoscenza che è difficile placare. Si parte (nei casi peggiori) dall’acquistare una rivista in edicola, o un manuale allegato, fino a qualche libro più serio, da libreria. Ma troviamo solo informazioni che, per quanto corrette, descrivono genericamente i soliti strumenti, non il modo di usarli efficacemente e creativamente. Passiamo allora ad internet. E qui si inizia a fare sul serio, i primi tutorial, entriamo in contatto con qualche maestro, che magari ha un blog. Ma si comincia soprattutto a sperimentare. I primi fotomontaggi, ritocchi più articolati con gli strumenti più esotici. Aumenta il numero dei livelli, la maggior parte con maschere. Qui, a livello inconscio, stiamo operando una grande scelta che condizionerà la nostra vita come operatori di Photoshop. Stiamo decidendo il nostro stile di editing, e nemmeno lo sappiamo. Ci si presentano due strade, la prima la percorreremo tutti, almeno una volta. Quello che abbiamo capito, infatti, è che Photoshop è un software flessibile, potente e che ci permette un’ampia libertà di azione. Cominciamo a sfruttare questa libertà per articolare il nostro lavoro, strumento chiave è la selezione. Qualsiasi ritocco ormai prevede l’isolare una porzione dell’immagine, l’applicare i nostri parametri di editing, magari in un nuovo livello, e poi si passa alla porzione successiva. Non importa quanto sia complicata la selezione. A costo di impiegare ore, riusciamo a scontornare i capelli di una modella dallo sfondo, un fiore da un prato, un politico dalla folla. E spesso siamo anche convinti che, usando procedimenti “non distruttivi” come maschere e nuovi livelli, i nostri siano procedimenti avanzati.
Il metodo Dan Margulis
Poi un giorno incontri Dan. Quando diversi anni fa cercavo (all’estero) dei libri tecnicamente avanzati sull’uso di Photoshop, il nome di Margulis saltava fuori di continuo. Un po’ disilluso dalla nostra stampa decisi di non acquistare nulla, oggi me ne pento. Decisi invece di iscrivermi ad un suo video training online. Screencast preregistrati che mostrano una versione ristretta di uno dei corsi più famosi al mondo sul colore digitale: Applied Color Theory in Photoshop. Il grado di meraviglia che suscita un corso del genere (anche i versione limitata come uno screencast) è inimmaginabile. L’approccio è radicalmente differente, e ci si sente completamente spaesati, sulle prime, e la domanda che comincia a ronzarci in testa è “perché nessuno mi ha mai detto che si poteva fare questo con Photoshop?“. Cosa c’è di così alternativo nel sistema di Dan? Innanzitutto un approccio più tecnico. Ovvero, il mio workflow non deve funzionare per quest’immagine, ma deve essere valido per tutte, con i giusti accorgimenti. Un uso estensivo dei metodi colore, in particolare LAB. Dove istintivamente noi sezionavamo l’immagine per lavorare più comodamente su un soggetto o colore, Dan modifica l’immagine nella sua interezza, preferendo magari sfruttarne i canali. Mentre noi spendevamo tempo nelle selezioni, Margulis ha sviluppato la padronanza assoluta dello strumento Curve. Ma, almeno per me, le sorprese più grandi sono arrivate quando ho visto cosa è possibile fare con Applica Immagine. Per quanto siano strumenti conosciuti, vedere in che modo questo signore sia stato in grado di rielaborarli per creare processi “standardizzati” come Man from Mars o Picture Postcard Workflowmi lascia ancora senza parole.
Dan in Italia
Qui la bella notizia. Dan Margulis sarà in Italia a fine maggio, per due corsi di formazione. Il primo è già al completo, il secondo si terrà il 26, 27 e 28 maggio 2009, ci sono ancora alcuni posti disponibili. Per tutte le informazioni vi invito a contattare Alessandro Bernardi di Adaptaweb, l’organizzatore dell’evento ed il responsabile di danmargulis.it. Vi consiglio di dare un’occhiata a tutto il sito perchè si trovano tantissime informazioni interessanti sulla carriera di un professionista. Di solito tendo ad essere un po’ critico nei giudizi. Però, capita, qualche volta nella vita, di poter osservare qualcosa di veramente ben fatto. Di vedere professionisti come Alessandro che in queste cose ci credono davvero, e che hanno pensato a tutto, dal trovare una struttura eccellente a provvedere anche ad un traduttore per chi non conosce l’inglese. Capita, dicevo, poche volte nella vita, ed io che oltre ad essere critico sono anche cinico, ho pensato che capitasse una volta sola, e questa occasione non me la sono fatta sfuggire. Mi sono iscritto il primo giorno.






