Formazione e correzione del colore – problemi

by Daniele Di Stanio on 12 September / 2011

L'autore Daniele di Stanio

Photoshop ha superato i venti anni. La cultura digitale almeno il doppio. La formazione in senso lato ha la stessa età dell’uomo. La formazione digitale in senso stretto ancora fatica ad avere dei parametri onesti. E’ continuamente offesa dal commercio facile (e spesso a torto perché è una cosa meno sbagliata di quanto si possa pensare) e da un sistema senza filtri ma zeppo di barriere.

Quello che manca è un linguaggio comune. Un sistema di gruppi di parole che possiamo usare come base per scambiarci dei concetti. Perché se dico “bilanciamento del bianco” vengo capito, ma se dico “correzione del colore” quasi sempre no? Cercherò di uscire dal solito sistema depressivo in cui navigo quando parlo di queste cose.

Cosa promuove una cultura tecnica nella nostra società? Immagino i pessimisti (come me) penare subito al profitto, per quanto non lontano dalla realtà non credo sia una risposta sufficiente. Anche fare formazione di qualità porta un guadagno, anche se sul quantitativo se ne potrebbe discutere. Proviamo a cambiare la domanda, chi guadagna promuovendo una cultura tecnica? Di sicuro chi commercia gli strumenti che sono necessari per quella cultura, ma anche chi quegli stessi strumenti li insegna o collabora con chi vuole usarli, formazione e consulenza. Guadagna, certamente, anche chi, grazie a quella cultura, riesce a fare un lavoro che non poteva fare prima, o a farlo più velocemente. La situazione si fa più complessa osservando il conflitto tra il commerciante di beni e servizi che vorrebbe la diffusione totale di alcune conoscenze (ma solo alcune) ed il formatore che invece vorrebbe gestire in prima persona chi impara cosa.

Un’ulteriore analisi andrebbe fatta distinguendo chi commercia in hardware da chi si occupa di software. I primi potrebbero preferire la diffusione di una cultura che mostri l’indispensabilità dei propri prodotti, i secondi potrebbero contrarsi troppo sui propri strumenti e non sull’uso che se ne dovrebbe fare.

Hardware e software servono a permettere di esprimerci.

…dovrebbero servire a…

Molti utenti, anche professionisti, percepiscono la correzione del colore in antitesi con la gestione del colore. Per me si tratta, a voler essere ottimisti, di un malinteso, piuttosto serio. Per esperienza direi che otto persone su dieci, tra quelle che non conosco personalmente, sanno a grandi linee cosa sia la gestione del colore, o almeno l’hanno sentita nominare più di una volta. La stessa cosa non si può dire della correzione del colore.

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