Cos’è il Sistema Micro4/3

by Daniele Di Stanio on 12 settembre / 2011

L'autore Daniele di Stanio

La cosa peggiore che poteva accadere alle reflex digitali moderne è l’iPhone. Basta affiancarli. Ti rendi subito conto di quanto il software, lo studio dell’interfaccia, dell’usabilità siano importanti. Dove l’iPhone rappresenta un indiscusso successo le reflex moderne falliscono miseramente. La stessa interfaccia di trenta, o più, anni or sono, chiusura completa del sistema. Vorrei una reflex touch con un’interfaccia moderna? Si (con tanti “ma”), ma è giusto chiedere un prodotto del genere ai grandi produttori come Nikon e Canon. Spostiamo lo sguardo mettiamo a fuoco altrove.

Il formato Micro Four Thirds (MTF) è stato proposto da Panasonic ed Olympus nell’Agosto 2008. Molti pensano che derivi, o sia una riduzione, del formato Four Thirds. In realtà è una sua evoluzione, il formato del sensore è lo stesso, non “micro”. L’evoluzione, secondo i produttori, consiste nel cercare di innovare il concetto stesso di reflex.

Cos’è una reflex

Perché l’evoluzione delle DSLR (digital single lens reflex) è così ridotta, e perché i prezzi di smartphone, computer ed elettronica in genere precipitano, mentre quelli delle reflex sono immobili, o in controtendenza addirittura salgono? Cerchiamo di capire cosa distingue una DSLR da un computer. La differenza è semplice da notare. Un computer è un insieme di elettronica ed hardware. Il corpo di una reflex è un insieme di elettronica, hardware, meccanica, ottica e software. I componenti elettronici scendono di prezzo continuamente, e per l’hardware si possono scoprire nuovi processi produttivi o nuove leghe. Ma il reparto ottico non cambia altrettanto in fretta. Il pentaprisma, che permette di realizzare il mirino ottico, avrà sempre un costo di rilievo tra i componenti (e possiamo dirlo perché nelle fasce basse viene sostituito da un sistema di specchi). Lo stesso discorso può essere fatto per la parte meccanica.

Per questo il consorzio formato da Panasonic ed Olympus propose il sistema MFT. Non si tratta solo di un formato come il Nikon DX o il Canon APS-C (fattori di crop 1,5x e 1,6x). Ma di una rivoluzione concettuale aggressiva in cui i produttori, probabilmente stanchi e frustrati di essere vincolati nella ricerca da ottica e meccanica hanno scelto di rimuovere elementi che per molti sono sacri in una fotocamera. Specchio, pentaprisma, otturatore, e con loro il sistema di messa a fuoco ottico.

In una DSLR tradizionale quando si preme il pulsante di scatto i diaframmi si chiudono (restano aperti per favorire messa a fuoco e composizione), lo specchio, che prima deviava la luce per permetterci di comporre nel mirino, si alza. Contemporaneamente le tendine si aprono ed il sensore viene illuminato, trascorso il tempo che abbiamo imposto sotto forma di esposizione le tendine si chiudono, e solo allora lo specchio inizia a rientrare in posizione, i diaframmi ad aprirsi. Ed il mirino ottico a tornare utilizzabile.

Panasonic ed Olympus hanno deciso di eliminare tutto questo. Nel sistema MFT la luce, passando attraverso la lente, colpisce continuamente il sensore. La messa a fuoco avviene elettronicamente (a velocità estreme, la Panasonic G3 appena uscita ha l’autofocus più veloce del mondo, 0,1secondi, in particolari condizioni). Il fattore di crop del sensore è di 2x, ma soprattutto aver eliminato specchio ed otturatore consente di ridurre significativamente lo spazio tra la lente ed il piano focale, permettendo di avere lenti più piccole. Lenti più piccole significa obbiettivi più leggeri, composti da meno vetro, e quindi più economici.

Sistema Micro Quattro Terzi, Olympus e Panasonic

L'interno di una fotocamera con Sistema Micro Quattro Terzi

Praticità VS qualità

Tutti vogliamo fotocamere più leggere, più economiche e compatte. Ma dopo anni passati a rincorrere il sensore più grande, l’autofocus più veloce, a leggere le specifiche di copertura del viewfinder, tutto questo ci sembra un passo indietro. All’inizio. Dopo lunghe riflessioni, e dopo aver valutato tutto il sistema MFT, lenti comprese, ho capito che certe paure sono legittime, vivendo in una realtà piuttosto aggressiva, come la nostra. Tutte le volte che ho dovuto difendere il MFT in una discussione, i miei interlocutori consideravano implicitamente queste fotocamere dei giocattoli. Che una bella full frame Nikon/Canon, con un 50mm fisso, magari il Canon f/1.2 producono ben altri risultati fuori di dubbio, almeno quanto il fatto che quella combinazione possa costare anche quattro volte di più rispetto, ad esempio ad una Panasonic GH2 con un Voigtlander f/0.95, si effezeronovantacinque.!

Inoltre, Panasonic è riuscita ad arrivare prima di tutti dove molti produttori ancora zoppicano. Il video. Panasonic con la GH1 ha offerto una soluzione video efficace, convincente, con comandi manuali, e che, per natura stessa del sistema MFT presenta vantaggi considerevoli, come il fatto che il sensore è perennemente esposto alla luce.

Colpi di coda

Il formato Micro Quattro Terzi è il sistema migliore in circolazione? No, possiamo esserne certi. Il suo peggior difetto è anche il suo pregio più affascinante, l’innovazione. Un formato che esiste da così poco tempo non ci fornisce nessun elemento sulle sue prospettive di vita future. Mentre possiamo essere piuttosto certi che tra quindici anni saremo in grado di acquistare una Nikon e montarci una lente acquistata ieri.

Eppure non dobbiamo dimenticarci in che mondo viviamo, un mondo che i produttori stessi hanno disegnato per noi. E’ un fatto che un professionista è costretto a cambiare un corpo mediamente ogni tre anni. Ma se siamo costretti a cambiare in ogni caso, perché dovremmo vincolarci noi stessi a rispettare una tradizione?

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